Linguistica italiana e dintorni

Il blog di Rosa Piro

Strumenti: il GRADIT, istruzioni per l’uso

DE MAUROCon questo post diamo avvio alla sezione “STRUMENTI”, ovvero a brevi introduzioni sui  ferri del mestiere che chi studia la lingua italiana e chi traduce dovrebbe sempre consultare.
Il GRADIT, il Grande dizionario italiano dell’Uso, diretto da Tullio De Mauro ed edito dalla UTET in sette volumi, «si propone di rappresentare il lessico della lingua italiana in uso nel Novecento tra gli italofoni, cioè tra quanti e quante hanno impiegato e impiegano l’italiano leggendo e scrivendo, parlando e ascoltando» (T. De Mauro, Introduzione al GRADIT, cit., p. XI, vol. I).
Alle pp. VII-XLVII dell’Introduzione si forniscono le informazioni utili per leggere nel modo giusto il dizionario. In questo post mi soffermerò in particolare sulle marche d’uso (pp. XX-XXI), utili soprattutto agli studenti che redigeranno per la prima volta una voce all’interno dell’attività Adottiamo una parola.
Tutti i lemmi del dizionario sono accompagnati da marche d’uso, ovvero da sigle che chiariscono la frequenza di tutti i vocaboli nell’uso dell’italiano. Conoscere tali sigle è fondamentale per dare la giusta interpretazione dell’uso di una parola.
FO: uso fondamentale (sono marcati con questa sigla 2.049 lemmi che hanno un’altissima frequenza nella lingua italiana, es. il vocabolo acqua);
AU: alto uso (sono contrassegnati così 2.576 vocaboli di alta frequenza, es. acconto);
AD: alta disponibilità (si tratta di 1.897 vocaboli «relativamente rari nel parlare e nello scrivere, ma tutti ben noti perché legati ad atti e oggetti di grande rilevanza nella vita quotidiana», es? alluce, batuffolo…);
CO: uso comune (sono marcati così ben 47.060 vocaboli usati e compresi e noti, indipendentemente dalla professione o dalla provenienza, a chiunque abbia un livello di istruzione mediosuperiore, es. allusivo);
TS: uso tecnico-specialistico (107.194 vocaboli hanno questa sigla e sono noti  soprattutto in relazione a contesti specifici delle scienze o della tecnologia, es. amicina);
LE: uso letterario (sono 5.208 vocaboli usati nei testi della tradizione letteraria, es. alma);
RE: uso regionale (sono 5.407 vocaboli di provenienza regionale, es. biso);
DI: uso dialettale (338 vocaboli avvertiti come dialettali);
ES: esotismo (si tratta di 6.938 vocaboli o avvertiti come stranieri o fonologicamente estranei alla lingua italiana, es. backup);
BU: basso uso (22.550 vocaboli presenti nei testi del Novecento, ma poco circolanti nell’uso, es. baloccarsi);
OB: obsoleto (si tratta di 13.554 vocaboli obsoleti, non più usati, ma presenti nei dizionari storici, es. ballonchiare).

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2 commenti su “Strumenti: il GRADIT, istruzioni per l’uso

  1. Pingback: Sull’uso e abuso di parole straniere in italiano | News and Coffee

  2. Pingback: GRADIT | lamialibraria

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Ricercatrice di Linguistica italiana presso l'Università di Napoli "L'Orientale" dal 1.11.2012.

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